La via degli Insubri (C&C N23)
Il Villaggio fantasma di Cavojasca Mesenzana (VA) 20 Agosto 2022
Il paese disabitato di Cavojasca ha molte storie da raccontare ed essere ricordate a iniziare dal 1300 a.c. fu abitato dai celti-liguri. Ci sono ruderi enormi nel cuore del bosco dove sorgeva un borgo fortificato realizzato forse con le stesse pietre della torre di Mesenzana, archi a volta
ancora in piedi, cisterne per l’acqua, fortilizi da cui osservare il nemico, terrazzamenti per la coltura dei cereali: montagna alle spalle,e fiume a poca distanza. Se non si conosce molto di questo fortalizio è documentato che questo luogo venne abitato fino al 1943 e fu teatro dell’omicidio della sua ultima
abitante, Paola Cerini, uccisa dopo l’armistizio.
Nella frazione di Cavojasca, oltre il ponte sul Gesone, il giorno dell’assalto nazista, una donna, Paola Cerini appunto, ignara di quello che stava accadendo, accende un fuoco per bruciare come consuetudine i ricci di castagne. Dal territorio di Brissago presidiato dai tedeschi, partono colpi di mitragliatrice che la colpiscono gravemente. Manda la figlia, una ragazzina, a cercare aiuto al Roncaccio di Brissago dove hanno sentito le grida disperate e accolto la bimba, ma nessuno era in grado di portare soccorso. Quella donna di Mesenzana muore dissanguata.
Cavojasca a vederla cosi, avvolta e sovrastata dalla natura del Bosco Sacro, appare misteriosa e sebbene ridotta in rovine affascina e allo stesso tempo da sensazioni desolanti. Qui nel 1500 un altro avvenimento storico raccontano queste pietre, il brigante Francesco da Cavojasca trovò qui rifugio dopo essere stato scomunicato per le sue malefatte e poi ancora nel 1630 sempre in questo luogo furono
costruite capanne per accogliere i malati di peste che nel frattempo stava
devastando i luoghi limitrofi.
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| Cartello indicatore sentiero dal parcheggio |
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| Resti della cisterna |
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| La natura si riprende il suo spazio |
L'altare degli Avi
L'altare degli Avi è un masso erratico ricco di coppelle e croci a pochi passi dal sentiero che da Mesenzana conduce a San Michele. Un luogo di ritrovo e preghiera per le popolazioni celtiche che abitavano queste zone (800-600 a.C). Le croci
erano probabilmente rappresentazioni stilizzate della figura umana dalle coppelle alle croci celtiche, dal dio celtico con la testa quadrata Cernunnos alle incisioni alberiformi. È una visita che produce una grande suggestione, quasi un incontro magico e le incisioni si possono toccare, ammirare e
fantasticare su ogni segno lasciato su quella pietra scura. Nella sommità ma bisogna fare molta attenzione per arrivarci è tracciata una linea di demarcazione nella roccia viva, e sono state vergate le lettere M e B questo è l’antico confine fra Musadino (ora Porto Valtravaglia) e Brissago.
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| L'altare degli Avi (masso erratico) |
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| Incisioni sacre |
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| Incisioni sacre |







Certo che sti crucchi di ingiustizie ne hanno fatto fino all'ultimo
RispondiEliminaVero Terry pazzia totale e sembra dimenticato tutto "solo" poco meno di 70 anni dalla fine della guerra, purtroppo la storia si ripete
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