I Forti del Moncenisio nr80

 Il valico più importante che collegava l’Italia con la Francia e con il resto dell’Europa.

 Il Colle del Moncenisio nei secoli ha avuto una grande importanza militare.
Con la cessione nel 1860 della Savoia alla Francia è diventato il valico di confine tra i paesi.

Ha quindi visto la realizzazione di grandi sistemi fortificati che dovevano difendere l'accesso al passo da un'eventuale azione nemica rivolta verso la Valle di Susa, porta di accesso alla Pianura Padana.
Nel 1874-80 il Regio Esercito creò la Piazza militare del Moncenisio, costituita dai forti in pietra Cassa, Varisello e Roncia. A questi aggiunsero altre importanti batterie e fortificazioni, come la Batteria Pattacroce e la Caserma difensiva del Malamot, eretta sulla cima del monte omonimo.
I Francesi a loro volta costruirono su un'altura presso il vecchio confine il Fort de la Turra

Il forte Varisello (Fort de Variselle in francese)

è ora il più grande dei 3 forti del primo sbarramento del
Moncenisio (forti Cassa, Varisello e Roncia).
Centro del comando della piazza, è sito sull'altura del Varisello ed è un'opera a pianta pentagonale a fossa a due piani e dotata di ordini di fuoco sovrapposti.


Era servito dalla diramazione di 700 metri
della strada militare che,

partendo dalla borgata
Gran Croce di Venaus, si inerpicava lungo le pendici del monte Varisello giungendo sino alla Batteria Pattacroce

CASERMA DIFENSIVA DEL MALAMOT  o   Pointe  Droset

La caserma difensiva venne costruita nel 1889 sulla sommità del monte Malamot

e fino alla costruzione della batteria dello Chaberton, iniziata nel 1898, era la costruzione militare a quota più elevata nel territorio italiano (2914 m s.l.m.).


La costruzione a due piani in muratura di pietra, con getti di calcestruzzo, reggevano le putrelle di acciaio posizionate per reggere i pavimenti ed il tetto; tutto l'edificio era composto da tre corpi di fabbrica distinti che seguivano l'andamento montuoso del terreno. Aveva due file di feritoie per la difesa ravvicinata dei fucilieri e, sui lati maggiori, vi erano due caponiere per le 4 mitragliatrici di cui era dotata la caserma. La struttura era inoltre dotata di 2 cannoni 75A

che, normalmente ritirati, potevano essere posizionati sulla piazzola semicircolare posta sul fronte sud-orientale, ed era in comunicazione telefonica con la
batteria Pattacroce,

posta ad una quota inferiore, e con il

forte Varisello sul pianoro del Moncenisio. 
La caserma oggi 

 In seguito alla sconfitta dell'Italia nella seconda guerra mondiale ed alle condizioni del trattato di Parigi, la zona del Moncenisio con le sue adiacenze venne ceduta alla Francia e, di conseguenza, anche il monte Malamot.

La caserma, già in stato di abbandono nel periodo della seconda guerra mondiale, è attualmente in cattivo stato di conservazione: sono presenti i muri perimetrali con le fessure per le finestre e le feritoie,


ma nulla è rimasto dei pavimenti dei 3 edifici né, tanto meno, del tetto.

La scalinata per l'osservatorio sulla punta del monte è ancora presente,

così come l'osservatorio stesso, protetto, negli anni trenta, da una torretta in cemento armato

in quanto riutilizzato come osservatorio della sottostante opera in caverna.

Sui muri della caserma sono presenti targhe che commemorano l'anno di apertura, la quota di costruzione, la ditta costruttrice ed il nome dell'opera (caserma Malamot),

mentre sulle rocce circostanti numerose sono le incisioni lasciate a memoria dagli uomini di presidio. Stessa sorte è toccata alle varie batterie ausiliarie ed ai Ricoveri del Giaset, dei quali non restano che i muri perimetrali, le pietre decorative poste a contorno di porte e finestre, pietre con indicazioni sul numero di camerata e nomi ed alcuni disegni sui muri interni.
 
https://www.archivoltogallery.com/photogallery/montagne/rocciamelone/Rovine-militari/index.asp 
 
 Informazioni del percorso:

data esecuzione percorso:  05 Luglio 2025

Distanza e dislivello:       Km 28,500  D+ 1.223

Punti acqua:           Si sul percorso

Importante

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