I Forti del Moncenisio nr80
Il valico più importante che collegava l’Italia con la Francia e con il resto dell’Europa.
Ha quindi visto la realizzazione di grandi sistemi fortificati che dovevano difendere l'accesso al passo da un'eventuale azione nemica rivolta verso la Valle di Susa, porta di accesso alla Pianura Padana.
è ora il più grande dei 3 forti del primo sbarramento del Moncenisio (forti Cassa, Varisello e Roncia).
Era servito dalla diramazione di 700 metri della strada militare che,
partendo dalla borgata Gran Croce di Venaus, si inerpicava lungo le pendici del monte Varisello giungendo sino alla Batteria Pattacroce.
La costruzione a due piani in muratura di pietra, con getti di calcestruzzo, reggevano le putrelle di acciaio posizionate per reggere i pavimenti ed il tetto; tutto l'edificio era composto da tre corpi di fabbrica distinti che seguivano l'andamento montuoso del terreno. Aveva due file di feritoie per la difesa ravvicinata dei fucilieri e, sui lati maggiori, vi erano due caponiere per le 4 mitragliatrici di cui era dotata la caserma. La struttura era inoltre dotata di 2 cannoni 75A
che, normalmente ritirati, potevano essere posizionati sulla piazzola semicircolare posta sul fronte sud-orientale, ed era in comunicazione telefonica con la batteria Pattacroce,
posta ad una quota inferiore, e con il
forte Varisello sul pianoro del Moncenisio. La caserma oggi
In seguito alla sconfitta dell'Italia nella seconda guerra mondiale ed alle condizioni del trattato di Parigi, la zona del Moncenisio con le sue adiacenze venne ceduta alla Francia e, di conseguenza, anche il monte Malamot.
La scalinata per l'osservatorio sulla punta del monte è ancora presente,
così come l'osservatorio stesso, protetto, negli anni trenta, da una torretta in cemento armato
in quanto riutilizzato come osservatorio della sottostante opera in caverna.
Sui muri della caserma sono presenti targhe che commemorano l'anno di apertura, la quota di costruzione, la ditta costruttrice ed il nome dell'opera (caserma Malamot),
mentre sulle rocce circostanti numerose sono le incisioni lasciate a memoria dagli uomini di presidio. Stessa sorte è toccata alle varie batterie ausiliarie ed ai Ricoveri del Giaset, dei quali non restano che i muri perimetrali, le pietre decorative poste a contorno di porte e finestre, pietre con indicazioni sul numero di camerata e nomi ed alcuni disegni sui muri interni.
data esecuzione percorso: 05 Luglio 2025
Distanza e dislivello: Km 28,500 D+ 1.223
Punti acqua: Si sul percorso
Importante
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