Il mistero della signora senza volto
Nel paesino di Boca (NO) poco distante dal Santuario del Santissimo Crocefisso progettato dall'Architetto Alessandro Antonelli in una area collinare circondata da vigneti dell'omonimo vino DOC si trova una strana torre in stile neogotico chiusa oramai da anni come testimoniano le persiano chiuse e consumate dal tempo. Ai tempi della costruzione del Santuario ci abitava una misteriosa signora sempre vestita di nero, con il viso completamente coperto da un velo, che usciva raramente e solo accompagnata da una vecchia cameriera. Nel paese si diceva che era la vedova di un personaggio famoso e riceveva pochi visitatori e sconosciuti in paese. Soltanto l'Antonelli quando veniva per controllare i lavori al suo progetto di realizzazione del santuario le faceva visita e queste sue visite ai paesani creò molta curiosità senza mai però venire a conoscenza di notizie o pettegolezzi sull'abitante della Casa. Il mistero della "signora in nero" si svelò dopo la sua morte. Era una sorella minore dell'Antonelli (l'ingegnere costruttore della mole antonelliana di Torino) vedova, maritata giovane con un ingegnere di Stoccarda morto in seguito a "LICANTROPIA EMOFILA" un rarissimo morbo di natura psichiatrica che spinge a comportarsi in maniera animalesca e che sfortunatamente prima di morire contagiò la sorella dell'Antonelli. Un lupo mannaro dunque? No, ma la malattia denominata licantropia, è una rara condizione mentale, con presenza di delirio di trasformazione somatica, che induce chi ne è affetto a credere di potersi trasformare in un animale. La sindrome costringe chi ne soffre a voler assomigliare ad un animale, spesso ad un lupo, nell'aspetto ma principalmente nel comportamento. Negli stati più gravi i malati desiderano cibarsi di carne cruda, a volte umana, e di sangue. Il nome di questa sindrome è connesso con la condizione mitologica definita come licantropia, in cui la persona che ne è affetta si trasforma in un lupo.
È comprensibile dunque come l'Antonelli volesse proteggere la sorella
isolandola in un paesino sconosciuto, lontano da sguardi indiscreti e forse sperando che la benefica influenza del Santuario potesse giovare alla sfortunata amatissima sorella... Il nome "Casa dei venti" venne associato dagli abitanti per gli strani "ululati" a lor dire, ma non era altro che causati dal vento che attraversava la casa a forma di flauto.
 |
La casa dei venti
|
 |
La casa dei venti e il Santuario alle spalle
|
 |
| Il Santuario Santissimo Crocefisso...incompiuto a causa della morte dell'ingegnere Alessandro Antonelli |
|
 |
Autoritratto con l'ing.Alessandro Antonelli
|
Il percorso
Il percorso di oggi è per chi ama luoghi tranquilli e poco frequentati e così è stato. Il Parco prende il nome dal monte che si erge, possente e solitario,
sopra i rilievi della Bassa Valsesia e che, per il suo profilo, è
riconoscibile dalla pianura novarese e vercellese: il Fenera. E' un ottimo territorio per vacanze alternative che offre innumerevoli scelte come grotte alcune delle quali sono di notevole interesse archeologico e
paleontologico, in quanto hanno rilevato segni unici in Piemonte della
presenza dell’uomo di Neanderthal, vissuto in questi luoghi circa a
partire da 300.000 anni fa e dell’Orso delle Caverne (Ursus Spelaeus),
estintosi 20.000 anni fa. Altri sentieri interessanti sono il sentiero delle grotte, il sentiero del rio Magiaica, i sentieri dei vigneti di Boca (dove si è svolta la mia corsa odierna), sentiero dei Taragn, insomma tanta roba....per chi vuole approffondire e lo consiglio questo è il link
http://www.parks.it/parco.monte.fenera/
 |
Poesia tra i vigneti
|
 |
Piccoli gioiellini sul percorso Chiesa del 1601 dedicata a San Bernardino
|
 |
La traccia gpx
|
Commenti
Posta un commento
Disponibili su richiesta le tracce in GPX inviandomi la propiria email.