In cammino "verso" 150 milioni di anni fa (C&C N20)
Il Sentiero geologico Giorgio Achermann
Itinerario tematico “Sentiero geologico”
Il sentiero geologico “Giorgio Achermann”, dotato di pannelli didattici e informativi, percorre il fondovalle della Val Ravella da Gajum a Terz’Alpe, e consente di conoscere, in poco più di un’ora di cammino, rocce, massi erratici, marmitte dei giganti e sorgenti petrificanti nella Foresta Corni di Canzo (CO).
In aggiunta è stato realizzata anche una variante “alta” del Sentiero per ammirare e conoscere le peculiarità geologiche e paesaggistiche della Riserva Naturale Sasso Malascarpa.
MAGGIORI INFORMAZIONI SUL SITO WEB: www.ersaf.lombardia.it .
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| Il sentiero geologico Giorgio Achermann |
Il Sasso Malascarpa
Il Sasso Malascarpa, imponente rilievo roccioso situato in
una delle zone di maggiore interesse geologico, geomorfologico e
paleontologico della Lombardia.
La roccia del Sasso Malascarpa che
dà il nome all'area protetta, fa parte geologicamente delle Alpi
Calcaree Meridionali, che corrispondevano, prima della formazione delle
Alpi, all'antico bordo della zolla africana. Circa 150 milioni di anni
fa infatti la regione alpina era occupata da un oceano. La collisione
tra le zolle europea e africana, oltre alla formazione della catena
montuosa alpina, ha prodotto una serie di deformazioni che hanno
sollevato i sedimenti marini. E' per questo motivo che noi oggi possiamo
facilmente osservare nella Riserva resti fossili come le conchiglie a
due valve del mollusco Conchodon sul Sasso Malascarpa, coralli e madrepore.
Un
altro aspetto interessante della Riserva è il carsismo, di cui sono
manifestazione i caratteristici campi solcati, profondi e stretti solchi
verticali, creati dall'azione erosiva delle piogge sulle rocce
calcaree.
Testimoni dell'antica azione glaciale sono poi i grossi
massi erratici rinvenibili nelle zone più basse della Riserva, lungo il
corso del torrente Ravella, e provenienti dalla Valtellina. Una curiosità sul nome Malascarpa è una storpiatura del nome dialettale “Sass de la
mascarpa”, derivato dal longobardo “masca” ovvero “strega”. Il termine
“mascarpa”, secondo altri autori, è invece da ricollegarsi alla
produzione presso gli alpeggi locali della “mascherpa”, un tipico
formaggio.
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| Fossile di conchiglia a due valve "Conchodon" |
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| Una forte assomiglianza anche ad una impronta di zoccolo |
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| Le impronte di Lucifero secondo la leggenda popolare |
I Campi Solcati
I campi solcati sono dei solchi tortuosi, talvolta piuttosto profondi e
orientati soprattutto in senso verticale, causati dall'erosione
dell'acqua sulla roccia calcarea. Sono osservabili da una piazzola
panoramica lungo il sentiero di cresta, poco a nord del Sasso
Malascarpa.
Le rocce calcaree stratificate, ossia deposte a strati,
di origine marina sono la testimonianza della presenza di un antico
mare, poi scomparso per la collisione del continente europeo con quello
africano e la conseguente formazione delle Alpi. Sono visibili lungo il
"Sentiero Geologico alto".
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| I campi solcati |
Il mio percorso trail
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| Sasso Malascarpa |
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| Croce della vetta M. Moregallo m.1276 |
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| Panoramica dalla vetta M. Moregallo |
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| Verso il rifugio SEV il ramo lecchese |
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| Il sentiero originale medioevale che porta a Valmadrera e poi al Moregallo |
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| La traccia in gpx del percorso |
Un percorso molto impegnativo, non lungo km 20 ma con un forte dislivelo con un d+ 2.026. Ricordo a chiunque fosse interessato alle mie tracce gpx o per avere consigli e informazioni può contattarmi per scaricarla. Per questa uscita trail ho usato scarpe da trail Hoka Speedgoat 4 e orologio Garmin Forerunner 735 XT.











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Disponibili su richiesta le tracce in GPX inviandomi la propiria email.