Al passo della Vacca....(CeC nr67)
Valle del Caffaro e il rifugio Tita Secchi
Era da tempo che avevo in mente di fare questo percorso in VAL del CAFFARO una valle alpina laterale della Val Sabbia nella provincia di Brescia, vista dal punto di vista orografico questa valle separa le Alpi Retiche meridionali, a nord, dalle Prealpi Bresciane e Gardesane, mentre a sud offre un territorio SPETTACOLARE e la scelta di venirci a correre è stata azzeccatissima.
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| Valle del Caffaro |
Sicuramente posso dire che questa è una delle escursioni più belle che abbia fatto, un inaspettato viaggio su un alta via che ha consolidato maggiormente il mio personale rapporto con la natura che al giorno d’oggi troppo spesso in moltissimi se ne dimenticano e si allontanano. Questo percorso oltre che essere semplice e trovarsi in uno scenario spettacolare è ubicato sul famoso sentiero nr1 dell’Adamello che mi porterà al rifugio Tita Secchi (m. 2357) costruito nel 1992 ed è un ottimo punto di partenza e appoggio per altrettanti emozionanti itinerari in quota.
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| Rifugio Tita Secchi |
Il rifugio si trova al fianco del lago della Vacca e della diga a
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| La diga |
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| Il lago ghiacciato e la diga da sfondo |
2358 m. Nato come bacino naturale è poi stato trasformato nei primi anni del novecento in un bacino artificiale per fornire energia elettrica alle popolazioni del fondovalle; il suo contesto paesaggistico è di grande rilievo, infatti al suo fianco nel lato orientale possiamo ammirare l’imponente parete del Cornone di Blumone (m.2843).
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| Il Cornone del Blumone |
Il nome del lago è dovuto ad una sua curiosa formazione rocciosa situata poco prima al Passo della Vacca (m. 2355), la cui forma ricorda, appunto, quella di un grosso bovino.
La formazione rocciosa che da nome al lago ed al passo
In
questa zona inoltre, anche
la storia ne è partecipe, per chi vuole con una piccola deviazione al Cornone del
Blumone, si potrà osservare,
purtroppo, come in altri luoghi
montani
testimonianze della
Grande Guerra (1915-18)
che ci ha
lasciato in memoria le sue indelebili cicatrici in solchi
di
trincee e di fortificazioni della
seconda linea di difesa di notevoli dimensioni, costruita dagli
italiani come al Forte di Cima Ora (itinerario già in programma per un prossimo “C&C”). La partenza del mio tracciato, ha inizio al Passo di Crocedomini (m. 1892) dove nei pressi di una piccola malga c'è la possibilità di parcheggiare. Subito il paesaggio è splendido e la difficoltà davvero poca della salita rende più godibile la piacevolezza del luogo.
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| Il sentiero |
Man mano che si prosegue è splendido vedere il percorso a zig-zag alle nostre spalle, dona ancora più fascino a questa piccola e bellissima valle.
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| Il percorso zizzagante |
Raggiunto il mio obiettivo principale...il Lago della Vacca, mi godo ogni istante la magia dello scioglimento del ghiaccio nel lago osservandone attentamente tutte le sue impercettibili e sottili forme geometriche che solo natura sa creare e regalare in dettagli di grande sensibilità.
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| ....in totale sintonia.... |
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| Forme sopra e sotto il lago |
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| Disgelo |
Rigenerato da tutto questo splendore che mi si para davanti agli occhi, riprendo il mio percorso e il mio ritorno, che sarà lo stesso dell'andata con una piccola variazione dal Passo della Vacca.











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