Il Gigante addormentato (C&C n42)

Il Vajont dimenticato

 

Il disastro di Molare – 1935

Alle ore 13.15 del 13 agosto 1935, a seguito di un violento nubifragio, una delle due dighe che formava il grande invaso idroelettrico di Molare in Valle Orba (provincia di Alessandria, Piemonte) collassò insieme a una porzione di terreno sul quale era fondata.

L’ondata che si riversò violentemente verso valle determinò la morte di numerose vittime, calcolate tra 110 e 115 persone, e causò gravissimi danni ai sottostanti centri abitati di Molare, Ovada, Silvano d’Orba, Capriata d’Orba, Predosa e Castellazzo d’Orba.

La struttura idraulica cedette sotto la spinta di una massa d’acqua e fango stimata tra i 20 e 25 milioni di metri cubi.

L’ondata che si generò percorse tutta la vallata travolgendo ogni cosa che trovava sul suo percorso: un vicino ostello, la centrale elettrica (evacuata in tempo), numerosi ponti stradali e ferroviari e intere borgate poste nelle vicinanze dell’asta fluviale. L’ondata raggiunse la cittadina di Ovada in circa 20 minuti.

La prima diga venne ultimata nel 1926 e denominata Diga Principale.


Diga vista dal basso

Sopra la diga

Forte...imponente.... e inquietante!
Si decise in seguito di innalzare il paramento della diga di altri 13 m. per aumentare la capienza dell’invaso ma questa decisione generò un grande problema: in un punto del perimetro del futuro lago, ad alcune centinaia di metri ad ovest della Diga Principale, l’avvallamento di due crinali formava una sella (Sella Zerbino) che si sarebbe trovata ad una quota inferiore rispetto alla quota di massimo invaso. L’acqua quindi avrebbe potuto tracimare riversandosi nel sottostante Torrente Orba.

Si provvide pertanto alla costruzione di uno sbarramento secondario costituito da un muro di lunghezza sommitale di 110 metri e altezza di 14 metri. Tale sbarramento fu progettato e costruito in modo sbrigativo senza il supporto di adeguate indagini geologiche poiché, secondo l’opinione dei progettisti, Sella Zerbino sarebbe dovuta essere “costituita da solida roccia”.

Il crollo della Diga Secondaria di Molare è un chiaro esempio delle gravi conseguenze che comporta il trascurare in fase progettuale i fattori geologici e, più in generale, ambientali di un determinato sito.

La Diga Secondaria era stata costruita infatti su rocce poco compatte e intensamente fratturate che non offrivano sufficiente sostegno all’opera idraulica.

La diga con il lago artificiale prima del disastro (foto presa da Google immagini)
Percorso
Il percorso effettuato per questo trail mi ha dato qualche problema a seguire correttamente la traccia. Iniziamo dal primo inghippo, al 4 km praticamente il sentiero non esiste più, causa della poca manutenzione del sentiero e delle tantissime foglie, alberi caduti e rami spezzati e più importante nessun bollino indicatore mi ha costretto alla prima modifica di percorso. ATTENZIONE dunque, al 4°km. La seconda gabula arriva intorno al 9-10 km, siccome questa deviazione mi stava portando troppo fuori per rincongiungermi correttamente al percorso programmato, ho dovuto ridiscendere un avvallamento molto ripido con fortissima pendenza tra le roccie puntando e costretto a dirigermi verso il fiume sottostante che oltrepassato mi ha  permesso il rincongiungermi alla gippabile dove ho ripreso la corretta traccia del mio percorso. Insomma non una situazione piacevole, ma grazie al cielo è andato tutto bene ed ho raggiunto poi la diga che era il mio principale interesse di questo nuovo C&C, da lì in circa 7 km sono ritornato al punto di partenza a Molare, tutta su asfalto dove ho parcheggiato l'auto.
 
 
Entrata all'interno della diga  (Foto Davide Morellini-Rocco Barilaro)

Nelle viscere della diga  (foto Davide Morellini-Rocco Barilaro)
Percorso effettuato il 07 Maggio 2023 
km 28,180 dal mio Garmin Forerunner 735XT
Dislivello positivo  1.278
Punti acqua solo nel torrente verso la diga
 

Importante

N.B. La descrizione si riferisce alle condizioni riscontrate alla data dell'escursione. Prima di intraprendere l'itinerario, informarsi sulle sue attuali condizioni e sull'eventuale presenza di neve e/o ghiaccio, per valutare la fattibilità dell'escursione e dotarsi dell'attrezzatura adeguata. Consultare sempre preventivamente i bollettini neve, valanghe e meteorologici. Si declina ogni mia responsabilità prima, dopo e durante a chi esegue il percorso qui descritto.


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