La Via Mercatorum (C&C N25)

La più antica strada bergamasca

La strada prende il nome dai commerci che si svilupparono intorno alla città orobica. Dalla val Brembana e dalla val Seriana si possono infatti prendere molti sentieri, anche percorribili da parte di carri, e raggiungere numerosi passi alpini.

I primi reperti che attestano l'esistenza di questa strada risalgono al Medioevo (per la precisione al 1248) quando, nel documento Statuta Civitatis Bergomi, si fa menzione di un tracciato, utilizzato anche per fini commerciali, che toccava i comuni di Alzano Superiore e Inferiore e Nembro, risalendo verso l'altopiano di Selvino (per viam antiquam de Selvino).

Ma il documento di maggiore importanza è indubbiamente quello, rinvenuto ad Algua, riguardante un atto notarile del 1392. In questo si attesta, per la prima volta, l'esistenza di una "via dei mercanti" (viam mercadanti), nome utilizzato per indicare questa strada dai principali storici a partire dal XIX secolo.

Un successivo atto notarile (il Calcato di Nembro) del 1445, indica le strade presenti sul territorio di Nembro, indicandone due dirette a Serina, di cui una passante per la frazione Lonno. La manutenzione della via era garantita da tasse nei confronti dei comuni attraversati dal percorso, come attestato da un documento del 1582.

Il declino cominciò al termine del XVI secolo quando la Repubblica di Venezia costruì la via Priula per migliorare i propri commerci con la Valtellina. La via Mercatorum però non fu mai totalmente abbandonata, tanto che ancora oggi sono percorribili lunghi tratti di questa strada, a volte addirittura inglobati nella viabilità ordinaria.

1^ Tappa: Nembro-Selvino 

Ho iniziato la Via Mercatorum a Nembro precisamente in via Lonzo a pochissimi passi dal cartello indicatore del sentiero della VIA MERCATORUM.

Cartello inizio tracciato

Il tracciato che ho percorso in questa mia prima tappa è rimasto in gran parte ancora in buone condizioni nonostante i suoi 750 anni di storia e rende affascinante il passaggio nell'immaginare quanti viandanti, soldati e commercianti prima di noi hanno calpestato questi sentieri. 
....viandanti, soldati e commercianti sono passati di qua.  

In questi miei primi chilometri nonostante una giornata non proprio limpida gli scorci naturali non mi sono mancati o sfuggiti, dal punto di vista paesaggistico il meglio arriverà con le prossime tappe...e si, questa Via Mercatorum l'ho divisa in tappe perchè c'è molto da raccontare, scoprire e CONOSCERE.
La frazione di Lonno


Il sentiero offre lo sguardo al Monte Filaressa (m.1139)



Passaggi interessanti comunque non sono mancati e la mia fantasia volava alta nell'immaginare che dietro a ogni curva o roccia dal sentiero mi apparissero soldati o carovane cariche di cianfrusaglie di ogni tipo.

Ogni curva era un batticuore....


.... e ogni roccia conserva racconti.  

 

 Iniziamo la seconda tappa....

 Nella seconda tappa la mia attività l'ho iniziata appena fuori Selvino,

...verso Trafficanti

subito ci si immerge in un magnifico bosco di castagni ma sopratutto con una eccezionale conservazione della pavimentazione originale della Via Mercatorum e ritornano i pensieri di quante persone abbiano calpestato queste pietre. 

Ottima conservazione del sentiero

Arrivato a Trafficanti il cui nome prende appunto dal passaggio dei "commercianti che trafficano" un cartello nelle vicinanze della chiesa ricorda che siamo sì sull'originale percorso medievale ma le pietre del sentieroè stato inglobato e asfaltato, purtroppo dalla nuova strada provinciale.
Autoritratto con il cartello della Via Mercatorum



Il paese di Trafficanti 
Non era semplice trasportare le merci e mi rende difficile immaginare quanta fatica dovevano affrontare commercianti, viandanti e soldati ognuno con le proprie chincaglierie sopratutto nei passi a quote più importanti....come quello da Dossena verso il tratto conclusivo del mio viaggio a Camerato Cornello e Oneta che racconterò nella prossima e ultima e terza tappa di questa meraviglia arrivata sin ai giorni nostri.

Il mio viaggio continua, la strada è ancora lunga e la Via Mercatorum ha ancora tante sorprese e storie da raccontare e da farvi CONOSCERE. 

...to be continued

La Via Mercatorum verso Camerata Cornello e Oneta 


Terza tappa

L'arrivo e la conclusione a Camerata Cornello ma procediamo con ordine....

La via comincia a scendere, trovando di fronte a sè la grande bastionata del monte Cancervo (M.1835). Raggiungiamo le belle e quasi sconosciute frazioni di Bosco fuori e Bosco Entro fino alla caratteristica e panoramica Chiesa di San Rocco sul Monte Cancervo

La Chiesa di San Rocco

La bastionata del Cancervo m.1835

e la successiva frazione di Grumo, storico ricovero per le carovane, arrivati qui la Via Mercatorum continua a perdere quota, tra pareti rocciose e antichi gradini, 
Il segnavia CAI ufficiale della Mercatorum

Il sentiero lastricato

fino alla passerella sul fiume Brembo in località Orbrembo di Camerata Cornello
L'arrivo dal ponte in ferro verso Cornello dei Tasso

Il fiume Brembo dal ponte in ferro

proprio in prossimità della strada lastricata che sale in pochi minuti alla contrada dei Tasso.
Segnavia della Mercatorum


Ultimi metri della "mia" Mercatorum


Eccoci arrivata alla perla della giornata....la frazione di San Giovanni Bianco Cornello dei Tasso. Il borgo di Cornello dei Tasso è un borgo medievale che ha legato il suo nome all'antica famiglia Tasso, nota in tutto il mondo per il poeta Torquato Tasso (che probabilmente non ha mai vissuto qui) ma sopratutto per l'abilità imprenditoriale della famiglia che inventò il moderno sistema postale con staffette poste lungo le strade che permettevano il cambiare il cavallo e averlo sempre fresco, già nel 1251 Omodeo Tasso e altri membri della famiglia dei "mastri di posta" abitano al Cornello come confermano documenti. Organizzandosi in una società privata, la COMPAGNIA dei CORRIERI la famigli dei Tasso riuscì ad avere la gestione delle poste dapprima nella Repubblica di Veneziae poi, tra il '400 e '500 nello stato pontificio, nello stato di Milano e in tutte le contrade d'Europa dominante dall'Impero Asburgico. Nel 1330 è già possibile trovare nei documenti l'indicazione di Cornello de Tazzis, segno dell'importanza assunta dalla famiglia che aveva qui il suo luogo d'origine. 

 

I resti del Palazzo dei Tasso


  Le rovine dell'antico palazzo Tasso risale all'epoca feudale. Di questo edificio fortificato rimangono solo oggi le fondamenta, parte delle mura di sostegno ed un arco che conferisce dignità alle rovine. In origine il palazzo doveva essere piuttosto imponente, come appare in un disegno seicentesco che lo mostra senza copertura, ma eretto ancora su diversi piani. Altri disegni, di inizio Ottocento, mostrano un edificio con cinque livelli di finestre con le adiacenti strutture di terrazzamenti e le coperture ancora presenti. 
Il porticato originale di epoca medievale a Cornello dei Tasso


Un angolo a Cornello dei Tasso

Le porte caratteristiche del paese

In questa 3^ terza tappa il percorso con partenza da Serina zona campo sportivo che consiglio per trovare comodamente il parcheggio auto è stato come le altre due tappe davvero emozionante nel correre su questi sentieri lastricati che trasmettono ancora sensazioni e percezioni di antichissimi passaggi umani, meravigliose foreste, antiche Tribuline  votive, diverse cascatelle e molti rigagnoli d'acqua che rendono comodo chi vorrà farlo in piena estate per rifornirsi d'acqua. Una volta nella vita secondo me bisogna venirci....anche per camminate dentro a una meravigliosa natura e le molte famiglie incotrate sui sentieri confermamo la facilità dei percorsi. 

Per questa tappa ho usato scarpe da trail Hoka Speedgoat 4 e Smarthwacht Garmin Forerunner 735 XT. 



 

 

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