I resti della residenza di un famoso fondatore automobilistico C&C nr88

Villa Aprilia 

Resti di Villa Aprilia

 

La villa venne costruita ad inizio ‘900 dall’ingegnere e architetto Costantino Gilodi (1853-1918), valsesiano di origine e torinese di adozione, uno dei principali artefici dell'espansione urbanistica di Torino tra la fine dell'800 e inizio del '900. Gilodi aveva già progettato in passato diverse ville signorili sul territorio della Val Mastellone e volle costruire proprio sul colle Baranca la sua residenza personale che venne ultimata nel 1908. Il "villino Gilodi" così era chiamata all'epoca in stile liberty, era abbellita da un bel giardino attorno all'abitazione su dei terrazzamenti che utilizzava per coltivare piante alpine, .da un lavatoio addossato alla cinta muraria e da una fontana circolare guardante il lago di Baranca. 


 

Villa Aprilia foto d'epoca primi '900   (Foto presa da Facebook) 

 

Nei 1918 alla morte dell'architetto la villa venne acquistata da Vincenzo Lancia, fondatore della famosa casa automobilistica Lancia. Vincenzo Lancia, conosciuto da tutti come Censin, nacque in Valsesia a Fobello, il 24 agosto 1881. Il nuovo proprietario ribattezzò la nuova residenza in "Villa Aprilia" come la famosa auto prodotta dal 1937 al 1949 (https://it.wikipedia.org/wiki/Lancia_Aprilia). 

 

Vincenzo Lancia con la figlia Eleonora  (foto presa da facebook)

Vincenzo Lancia muore all'alba del 15 febbraio 1937, non ancora cinquantaseienne, per un infarto: questa morte tanto improvvisa quanto prematura non gli darà la soddisfazione di vedere uscire dalla catena di montaggio il primo esemplare di Aprilia (evento che avverrà il 24 febbraio), né tanto meno di assistere al successo di questa sua ultima creatura. Questo gioiello di ingegneria venne anche confermato da un curioso episodio.
 Pare che al Salone di Parigi, Henry Ford attenda la chiusura serale al pubblico per curiosare, di nascosto, attorno e sotto l'Ardennes esposta: leggenda vuole che, scoperto dai custodi (e redarguito prima d'essere riconosciuto), commenti "era l'unica macchina del Salone per la quale valeva la pena di farmi correre il rischio di fare una figuraccia". 


Lancia Aprilia primo modello (1937)

Ritornando alla storia di questa villa purtroppo durante il conflitto, la zona divenne una rotta di fuga verso la Svizzera per i partigiani e i prigionieri alleati. l colle di Baranca, subito dopo l'8 settembre, divenne una delle principali vie di fuga verso la Svizzera, attraverso cui i comitati valsesiani del Cln facevano transitare i prigionieri alleati evasi dai campi di prigionia della pianura. Da Varallo i soldati alleati e le guide locali seguivano l'antico percorso degli emigranti, sostando in posti tappa improvvisati, come le baite dell'alpe Selle (m 1.824) a ridosso del valico. Nel febbraio del '44 le formazioni partigiane, partendo dal passo, compirono due incursioni contro il presidio fascista di Pontegrande e, durante il rastrellamento dell'aprile '44, sostennero un combattimento sull'alpeggio contro le milizie fasciste provenienti da Fobello e Macugnaga. In tale occasione la villa fu incendiata e subì gravi danni e ridotta in rovina. 

 



Informazioni del percorso:

data esecuzione percorso:                       17 Maggio 2026

Distanza e dislivello:                        Km 16,150 D+ 1.170

Punti acqua:       Sì

Importante

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