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01 Dicembre 1923....un tonfo e poi....C&C nr 78

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  La Fraterna Viganò La Diga fu voluta su iniziativa privata dalla Ditta Galeazzo Viganò ufficialmente Fraterna Viganò un’impresa familiare di Ponte Albiate (Comune di Triuggio, Milano) che basava la sua ricchezza sull’attività di grossi cotonifici. La ditta era interessata a disporre direttamente di energia elettrica per alimentare i propri impianti, invece che doverne acquistare da società di produzione energetica, che proliferavano in quell’epoca di primo sviluppo industriale. Il progetto Il progetto per la Diga prevedeva uno sbarramento a 1500 m di quota presso il Pian di Gleno, un verde pascolo circondato da alcune delle cime più alte della Val di Scalve, come il Monte Gleno e il Pizzo Tre Confini (entrambi oltre i 2800 m). Oggetto di varie richieste di concessioni e progetti a partire dal 1907, nel 1916 la Ditta Viganò ottenne la concessione dall’ingegner Gmür. Il progetto prevedeva una diga a gravità, da dove l’acqua del torrente Povo sarebbe stata convogliata dopo il...